DEMO-CRA(Z)Y di Carla Magnan, Carla Rebora e Roberta Vacca

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DEMO-CRA(Z)Y

ovvero i diritti della follia o la follia della democrazia?

Il titolo, riflessione e insieme gioco di parole, racchiude l’idea centrale del lavoro, un puzzle i cui singoli pezzi contribuiscono ora ad una visione unitaria del soggetto (La vita umana non è altro che un gioco della Follia?), ora lanciano brevi messaggi, quasi spot pubblicitari, perfettamente integrati nella nostra quotidianità.

Il filo conduttore è l’ “Elogio alla pazzia” di Erasmo da Rotterdam, qui rappresentato da parti tradotte e rielaborate appositamente per quest’opera di teatro musicale da camera per attrice, soprano ed ensemble, video ed elettronica.

Il testo di Erasmo sviluppa una satira aspra e pungente contro gli usi monastici e feudali, il sapere rozzo, l’ignoranza e le superstizioni, che ancora perfettamente si adatta alla realtà contemporanea.

E’ la Pazzia, in prima persona e con scanzonata disinvoltura, ad occuparsi d’ogni aspetto della vita umana, tessendo le lodi della politica, della globalizzazione, della società civile, delle guerre dimenticate, delle violenze ma anche di chi crede nei maghi, nei reality show e nella vita da velina.

Una pazzia, in fondo, anche la matrice del progetto: tre compositrici pensano e scrivono a sei mani, con pretese per giunta di unitarietà e bellezza!

La forma è modulare con un ritornello durante il quale una domanda senza risposta si ripete mai uguale a se stessa ma sempre riconoscibile nella narrazione.

Le scene si snodano attraverso situazioni al limite del tragicomico, se non fossero tremendamente reali, che danno spunto ad una messa in scena “di strada” e ad un video non iconoclastico che ne suggella lo spirito, realizzato grazie alla collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Genova.

E …se credete che qualche affermazione sia frutto d’eccessiva sfrontatezza e loquacità, considerate che ha parlato la pazzia, e una femmina per giunta.

Le autrici

 

Carla Magnan, diplomata in composizione, pianoforte e clavicembalo, si perfeziona all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Azio Corghi. La sua musica abbraccia sia le forme che riportano al barocco, sia le più ardite scritture sperimentali, è qualcosa di sapiente e di amabile, ratio e eros vi confluiscono nella stessa misura, c’è dell’abbandono, in quello stare nel moderno, nell’oggi, che è dato dalle melodie che si perdono cercano vie dove il libero suono intende affermare i suoi diritti. (M. Gamba). Tra gli ultimi concorsi vinti (2016) il Portland Competition (Maine, USA) e il Busan Maru Competition (Sud Corea). Insegna al Conservatorio di Como.

Carla Rebora (Genova, 1973), compositrice, pianista, didatta e analista, insegna al Conservatorio di Parma. Nel 2003 vince il Concorso le Settimane musicali di Stresa dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel 2011 riceve il prestigioso premio Play It! assegnato dall’Orchestra Regionale della Toscana con QUIMERAS … “triste e superba, luminosa e disincantata, ripiegata ed energica, proprio come la musica della Rebora” (Lenzi). Fa parte del Gruppo di Analisi e Teoria Musicale. Le sue opere e incisioni sono distribuite da importanti Case Editrici. E’ direttore artistico della stagione musicale ErrePomeriggi e autore di pubblicazioni analitiche.

Roberta Vacca – pianista e compositrice, docente presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, dove ha compiuto anche i suoi studi musicali, oltre l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Accademia Chigiana. Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti Nazionali e Internazionali, compositrice residente presso Mac Dowell Colony (U.S.A.), Fondazione per le Lettere e per le Arti di Bogliasco e Residenza d’Artista “Le Ville Matte”, ha al suo attivo diversi lavori (pubblicati da Ars Publica, Twilight, MEP, Sconfinarte, RAI), eseguiti in Italia e all’estero, presenti in raccolte e monografie discografiche di varie etichette.